I dettagli che fanno la differenza!

I dettagli che fanno la differenza!

Sarà che è stata una grande festa, ma questo Puzzle’s Day continua a restare nel cuore di tutti.
Barbara Beggio, la nostra fedele fotografa di Puzzle’s Day, l’occhio che sa cogliere momenti ed emozioni in scatti unici e vivi, ci ha regalato il suo racconto di questa domenica in famiglia.
Tra bolle, paperelle, sorrisi, corse, calci ad un pallone sarete travolti dall’intensità di questo ricordo, vero e sincero. Grazie Barbara!

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Il Puzzle’s Day è quello che ti rimane dopo. Non durante.
Perché si costruisce prima, durante ma soprattutto dopo.
Per ciò che dovrà compiersi.
Piccoli tasselli in divenire, pazzi, scoordinati, ingestibili che troveranno, infine, la loro esatta collocazione.

Ho iniziato la giornata perdendomi subito in mezzo ai colli.
Dopo aver dichiarato a Carlo, per telefono, di aver superato il famoso “Bepi da scoe” ed essermi sentita dire di essere dall’altra parte del colle, mi son ripresa spedita in direzione festa.
Bene ma non benissimo.
Ovviamente, il navigatore aveva già deciso di abbandonarmi davanti alla trattoria.
Ignoro sia Bepi che il navigatore e proseguo.

Arrivo finalmente alla famosa stradina sterrata indicativa del mio avvicinamento alla meta.
Gioisco al rumore dei sassolini sotto la mia performante Jeep Opel Corsa del 2003 -.-
Arrivo al Club House.
Davanti agli occhi mi si presenta una vallata di un verde maestoso.
La mattina ha piovuto.
C’è umidità e odore di alberi.
Respiro forte e trattengo.
Mi appropinquo alla casa rischiando più volte di minare sul ghiaino per colpa di un paio di subdoli stivaletti nuovi.
Nel mentre mi sto chiedendo perché non sia nata Chuck Norris, vedo comparire bambini ovunque.
Bambini dappertutto.
Liberi e sorridenti.

Non vedo nemmeno un adulto.
Penso tra me e me:
“Evvai che son riusciti ad eliminarli tutti”
ma poco dopo un “Ehi, Beggio !” mi risveglia dal sogno della mia vita.
Con il mio sporco zainetto – macchina fotografica portante – scivolo qua e là, pattinando con eleganza sul pavimento in cotto, fino al salone principale.
Gli adulti e alcuni amici, che mi salutano con la manina, son seduti su tavoli rotondi allestiti con estrema eleganza.
Vorrei sotterrarmi dall’imbarazzo.
Caterina sta parlando ma non sento cosa sta dicendo.
Mi distraggo e guardo in alto e cavolo
che botta!
Il soffitto è interamente decorato da rami enormi, fiorellini e centinaia di piccole, calde lucine.
Alle lucine io non so resistere ed ho già gli occhi foderati da cuori tipo manga giapponese.
Potessi appollaiarmi a far foto su uno di quei lampadari lassù avrei sicuramente svoltato. Invece.
Esco a prendere aria e vengo assalita da Thinking Out Loud di Ed Sheeran e mi si ovatta il torace.
Tiro fuori la macchinetta dallo zaino e mi dirigo verso i nanosi.
Non mi capacito di come siano potuti crescere così tanto dall’anno prima.
Che gli daranno da mangiare?
Sono bellissimi e sono liberi come cavalli senza briglie.
Ne sto cercando uno in particolare.
Nel nostro piccolo, ci adoriamo.
Eccolo, sta giocando a calcio. Lo chiamo e lo invito a venirmi a dare un bacino.
“Non posso, sto giocando” dice e le guanciotte gli si colorano di rosso. Mi riguarda e, abbandonando il suo pallone sull’erba, mi corre incontro dandomi il bacio più dolce e bello che si possa ricevere.
Lo abbraccio e lo lascio andare.
Basta smancerie, torniamo al lavoro.
C’è una piscinetta con le paperelle gialle, c’è il tiro a bersaglio con i potenti nerf arancioni, ci sono i gonfiabili con dentro bimbi e genitori come a formare un unico blob informe, c’è il martello per colpire le ghiande che scivolano da un gioco artigianale di legno, ci son le fionde, i birilli pinguino.
Puzzle's Day 2016 - Barbara Beggio PhotographyE poi c’è il banchetto delle bimbe eccezionali.
Le bimbe eccezionali ogni anno fan degli oggetti veramente eccezionali. Il sacchettino in juta, con i sassolini dipinti a mano per giocare a tris, è veramente eccezionale.
Queste bimbe eccezionali ogni anno danno l’anima per raccogliere fondi per aiutare i bambini che non stanno bene.
Se ne vanno in giro con i loro cestini come cappuccetto rosso nel bosco, cantano e ridono sapendo che in mezzo al bosco non c’è un lupo ad aspettarle ma la speranza di veder sorridere altre persone.
Scrivono frasi su post it gialli che ti attaccano sulla schiena, dandoti delle leggere pacchette per ricordarti di andare al loro banchetto a comprare braccialetti e vasetti per Halloween.
Che tutto fa brodo.
Le fotografo e vedo tanta bellezza ovunque.
Puzzle's Day 2016 - Barbara Beggio PhotographyPoi ci son le bolle giganti.
Me ne sono accorta dopo averne presa una in piena faccia rischiando la semi cecità.
E chi resiste alle bolle?
Hanno i colori dell’arcobaleno dentro.
C’è un fuggi fuggi urlante per acchiapparle tutte.
E non c’è mai delusione nel vederle scoppiare.
Quando conosci la precisa natura di una cosa, è raro rimanerne delusi.
I bimbi lo sanno.
Gli adulti pure e ne hanno comunque paura.
Ho sete.
Prendo un prosecchino, pieno e strapieno di bolle pure quello.
La Franci mi fa compagnia.
Le bollicine ci scivolano dentro, frizzantine.
Ci son le risate, esce il sole, ci son gli amici.
Fabio e Letizia vestiti da cartomanti, intrattengono i grandi che pure loro si stan dando un gran daffare per lo stesso fine comune.
Che è sempre lo stesso che ci porta qui, ogni anno.
In questo luogo che non ha più contorni pesanti, dove i sorrisi han sostituito i problemi di ogni santo giorno.
E questa vallata oggi ha avuto noi come spettacolo.
E per una volta l’abbiam superata in bellezza.
Barbara Beggio

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