Progetto Rocolutuca&Puzzle…dai che ‘ndemo!

Progetto Rocolutuca&Puzzle…dai che ‘ndemo!

logorocolutucaVi avevo detto che avevano preso vita altre avventure bellissime e che ve le avrei raccontate un po’ alla volta…
Ecco, è arrivato il momento di parlarvi di Progetto Rocolutuca!
A dire il vero, molti di voi, già ne hanno sentito parlare, hanno messo mi piace nella loro pagina Facebook, qualcuno li ha anche conosciuti di persona.  Sono cinque ragazzi con la barba, cervellotici! Qualcuno molto tatuato qualcun altro no.  Alcuni alti, altri meno ma tutti e cinque con un cuore enorme. Anche con loro è successo tutto per caso…o forse no…anche con loro c’è stata subito sintonia!  Rocolutuca&Puzzle credono nella solidarietà, credono che unendosi si possano fare grandi cose, credono nel “CON e PER”…tanto che perfino i nostri loghi si sono fusi assieme! Abbiamo rivolto alcune domande ai 5 ragazzi per presentarsi e per raccontarci le motivazioni che li hanno spinti a sostenere i nostri progetti. Ed ecco la loro intervista….

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Ciao Rocolutuca!

Vi va di raccontarci un po’ di voi?
Chi siete? In quanti siete? Come e con che spirito avete iniziato questa esperienza/collaborazione? 
Siamo cinque, diversamente giovani residenti in provincia di Padova che, un paio d’anni fa, si sono imbattuti in una delle tante (troppe) discussioni sul razzismo comparse in Facebook. L’idea è nata da una risposta ad un mio commento che voleva chiarire la questione flussi migratori. “Io sono per aiutarli a casa loro”, aveva sentenziato il mio interlocutore. Detto, fatto! Ci siamo scritti in privato noi cinque (non quello della risposta) e abbiamo deciso di fare un pozzo in Africa, appoggiandoci a una piccola Onlus di un conoscente. Volevamo dare un contributo al cambiamento, trasformando uno strumento che troppo spesso veicola odio (Facebook) in un’occasione di crescita, personale e collettiva.

rocolutuca

Vi dedicate da tanto tempo ad attività di volontariato come questa?
Tutti noi spendiamo un po’ del nostro tempo con chi ne ha bisogno, in forme diverse, economiche e a contatto con chi ha bisogno.

Cosa vi ha spinto ad iniziare e a proseguire giorno dopo giorno ?
All’inizio sembrava impensabile riuscire a raccogliere fondi solo via il web. Ma ogni giorno che passava ci rendevano conto che l’interesse per il progetto cresceva, e che il traguardo si avvicinava. Poi, certo, abbiamo fatto “porta a porta” con gli amici. Abbiamo realizzato che potevamo fare la nostra piccola parte in questo mondo di indifferenza, in questo modo, Rocolutuca è diventata una famiglia sempre più numerosa. Ci fa sentire bene.

Come siete entrati in contatto con l’Associazione Puzzle e come vi siete avvicinati a questa esperienza ?
Ho conosciuto Caterina della Puzzle a scuola dei miei figli, durante la preparazione della recita natalizia, avevo proposto maggiore integrazione fra bambini e adulti, durante lo spettacolo, e tra balli di pinguini e canti della giungla  abbiamo scambiato due chiacchiere. Saputo che lei era in una Onlus, ho voluto saperne di più e ho proposto ai ragazzi di collaborare con loro e di dare continuità all’opera di sensibilizzazione delle coscienze. Da lì, abbiamo deciso di modificare quello che era un progetto per un pozzo, in un profilo Facebook dedicato a piccole associazioni che lavorano nel sociale e dare loro un po’ di visibilità in più.

Perché avete scelto di sostenere il nostro progetto “Un educatore in Chirurgia Pediatrica” ?
Organizzammo un incontro con Puzzle sostanzialmente per chiedere in che modo avremmo potuto renderci utili. Subito ci è stato proposto il progetto per un educatore in Chirurgia Pediatrica a Padova. Ci è piaciuto molto, l’idea di sostenere una figura professionale di questo tipo, in un ospedale, ci sembrava fantastica e innovativa. Il primo incontro con lo staff del reparto, ci ha sciolto le briglie definitivamente. Potevamo contribuire concretamente alla felicità di famiglie intere, potevamo cambiare la solitudine e la stanchezza dei giorni di quei bambini, in giornate serene e creative. Un sogno.

A chi non ha mai pensato di dedicare agli altri un po’ del proprio tempo, cosa direste ?
Che aiutate gli altri, vedere una persona felice anche grazie a te, è come rinascere ogni giorno e non invecchiare mai.

Qual è l’emozione più grande che vi dà aver iniziato il “Progetto Rocolutuca for Puzzle”?
Essere coscienti di far parte di una comunità : quella umana. Una realtà che include e non esclude, dove il più bravo non lascia nessuno indietro, dove la felicità è piena se condivisa. Aspiriamo a diventare uomini, e questa, ci sembra la strada giusta.

 

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