Sei felice?

Sei felice?

12041855_952035434819568_802909278_nTeresa oggi ha 9 anni ed è la più giovane e attiva sostenitrice delle nostra Associazione. Abbiamo pensato di premiarla con una targa, che presto le consegneremo, quale piccolo segno di riconoscimento per il suo impegno e per il suo contributo, ma soprattutto per la sua sensibilità.

Le targhe si consegnano di solito alle persone “grandi”, che si sono distinte per imprese importanti e significative: Teresa, nonostante la sua giovane età, è già “grande” e ha dimostrato con la sua dedizione, che i piccoli gesti fanno la differenza.

Vogliamo farvi conoscere Teresa attraverso il racconto di un episodio della sua infanzia, che io, papà Fabio, ho scritto per condividerlo con tutti voi, con qualche spunto per riflettere sulla felicità.

Grazie Teresa, che sia un esempio di semplicità e di dono di sé. Per tutti noi.

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Si è avvicinata piano piano, silenziosa, inattesa, decisa, mi ha guardato con i suoi occhi furbetti e mi ha chiesto: sei felice?

Dall’alto del suo quasi metro di altezza è riuscita a riempire la stanza, staccandomi da tutto quello in cui ero assorto….ma come? Una bambina di due anni ha i sensi a mille, corre, gioca, tocca, guarda, sente, balla, e nonostante questo,  riesce a chiederti se sei felice!? Scusatemi, ma i bambini non sono quegli egoisti che vogliono tutto per sé? Sono quei prepotenti che se non li ascolti alzano progressivamente la voce fino a strillare con tutto il fiato che hanno in gola, sono quelli che di notte ti svegliano perché hanno una sete tremenda e quando arrivi con il bicchiere in mano e il passo da sonnambulo, hanno già ripreso a sognare, e chissà cosa poi, con quel mezzo sorriso soddisfatto…..

12047441_952002064822905_644142575_nTutto così semplice, bisogni primari da soddisfare e un mondo esterno da scoprire, ma la felicità che cos’è? Che dimensione è, come la sentono i bambini, e soprattutto come la vedono e la trovano su di te, uomo adulto, loro eroe e temprato a tutto? Forse è più facile viverla che descriverla, sarebbe più semplice trasmetterla che cercare di spiegare come ottenerla. Un bambino può essere contento del nuovo gioco, ma è felice?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i bambini di questo sentimento un po’ magico che ci rapisce e non dipende da una dimensione materiale; bisognerebbe catturare i momenti che la fanno vivere e metterli in un ampolla, prendendone il contenuto a piccole dosi….un po’ come un acchiappasogni…anche quest’ultimo diventato argomento di ricerca di mia figlia. Può dare l’impressione di andare fuori tema, ma è molto più correlato di quel che sembra!

La sua richiesta di un oggetto che assomiglia a una collana di piume e la cui origine risiede nella tradizione indiana di proteggere i bambini dagli spiriti malvagi che potrebbero apparire nei loro sogni, l’ha giustificata cambiandone il significato: le serviva per conservare i sogni felici che altrimenti le sarebbero sfuggiti al risveglio.

Ma allora la felicità l’abbiamo dentro, è la nostra droga fin da piccoli, nasciamo e iniziamo a cercarla……poi il tempo passa, tendiamo a non vederla più negli altri o forse non la troviamo, e lentamente ce ne dimentichiamo perché siamo troppo presi a vivere….a meno che, a meno che non arrivi una bambina e ti chieda puntandoti l’indice: Sei felice?

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