Un altro grande miracolo del prof. Zanon e della sua equipe

Un altro grande miracolo del prof. Zanon e della sua equipe

Un altro grande miracolo compiuto dall’équipe del professor Giovanni Franco Zanon, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica dell’Ospedale di Padova, e dal professor Gianni Nardelli, a capo della Clinica ostetrico-ginecologica, che insieme a un imponente staff multispecialistico composto da una ventina di professionisti, tra cui il chirurgo pediatra Pier Giorgio Gamba, hanno salvato la vita a un neonato che soffriva di una malformazione vascolare del collo.

 

Da “Il Gazzettino” – Mercoledì 1o luglio 2013
di Federica Cappellato

PADOVA – In sala operatoria chirurghi, neonatologi, otorinolaringoiatri, ginecologi, ostetrici, anestesisti, cardiologi, radiologi, infermieri: tutti pronti a intervenire non appena si è affacciato sul mondo. Taglio cesareo, estrazione parziale del neonato dalla pancia della mamma, il cordone ombelicale ancora attaccato per non interrompere l’ossigenazione, evitando così il distacco della placenta.
Un bambino, figlio di una coppia di vicentini, è stato operato ieri in Azienda ospedaliera universitaria al “primo secondo” di vita. La tecnica, applicata in Italia dieci anni fa per la prima volta proprio a Padova, poi a Milano e Roma, si chiama Exit (Ex utero intrapartum therapy) e consente di intervenire in contemporanea al parto su patologie che rischiano di compromettere la respirazione alla nascita.

Trentottesima settimana di gestazione, 2 chili e 100 grammi di peso, Tommaso – lo chiameremo così – soffriva di una malformazione vascolare del collo, scoperta con l’esame morfologico durante la gravidanza. La procedura adottata dall’équipe del professor Giovanni Franco Zanon, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica, e dal professor Gianni Nardelli, a capo della Clinica ostetrico-ginecologica, in collaborazione con neonatologi, anestesisti, specialisti in otorinolaringoiatria, ostetriche e personale infermieristico, ha richiesto un’accurata preparazione: un complesso lavoro di squadra, studiato e approfondito prima dell’evento con ripetute riunioni multidisciplinari per garantire, al momento opportuno, la massima tempestività.

“Exit” è indicato per un particolare gruppo di patologie fetali, che interessano le masse del collo, e a causa delle quali esiste un’elevata probabilità di ostruzione delle vie aeree superiori tale da comportare, al momento del parto, l’impossibilità del neonato di respirare spontaneamente. Il rischio è una severa riduzione dell’ossigenazione cerebrale con conseguenti danni permanenti, se non il decesso.

Per ovviare a tutto questo, si è messo a disposizione di Tommaso un imponente staff multispecialistico composto da una ventina di professionisti: oltre a Zanon e Nardelli, i chirurghi pediatri Pier Giorgio Gamba e Paola Midrio, le neonatologhe Paola Lago e Sabrina Salvadori, l’otoiatra Enzo Emanuelli e tutti gli altri fondamentali protagonisti del grande puzzle assistenziale. Coinvolte due sale operatorie, una per la mamma, l’altra per il bebè che, dopo l’intervento, è stato staccato dal cordone ombelicale e nei prossimi giorni verrà sottoposto a nuova operazione, stavolta risolutiva. «Un grande lavoro d’équipe che ha messo in rete competenze diverse. Ogni specialista – spiega Zanon, nominato tra l’altro presidente eletto della Società italiana di chirurgia pediatrica per il biennio 2014/2016 – doveva essere pronto a intervenire qualora se ne fosse verificata la necessità». Tra i 2.400 interventi compiuti nell’ultimo anno dalla Chirurgia pediatrica di Padova, questo è uno dei più complessi e poche strutture a livello nazionale sono in grado di affrontare.

 

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