Un giorno da Befana, anzi da BefanUZZLE!

Un giorno da Befana, anzi da BefanUZZLE!

Ormai è tradizione che la Befana faccia visita ai piccoli pazienti della Chirurgia Pediatrica di Padova ed è altrettanto tradizione che la Befana sia aiutata da tante dolcissime streghette che la aiutano a consegnare dolci e doni ai bambini.

E ogni anno si aggiungono nuove streghette volontarie, come Roberta, che il 6 gennaio ha fatto il suo “debutto” in reparto insieme alle altre amiche volontarie. Le emozioni sono sempre forti e travolgenti, per chi varca per la prima volta la porta della Chirurgia Pediatrica, quando si incrociano gli occhi vivaci dei bambini e i sorrisi amorevoli dei genitori.

E quando ci si chiude la porta alle spalle e si torna a casa, si ritorna nei propri vestiti e alla propria vita, nulla è come prima: qualcosa è inevitabilmente e inesorabilmente cambiato, per sempre, dentro di noi. Perchè è questa la magia del “bene fatto bene”, come è successo alla nostra Roberta.

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Sembrava una mattina come tutte le altre ma non era così…
Il 6 gennaio, un gruppo di colorate e chiassose befane hanno fatto visita ai bambini e ai ragazzi di chirurgia pediatrica. Mi correggo delle #BEFANUZZLE!
Alcune erano ormai delle befane PRO, altre alla prima esperienza.
Io ero una di queste. Inesperta su tutto. Dai vestiti al trucco e parrucco.
Ma il bello di ogni cosa nuova è il fatto che non si sa cosa ci attende.

Non si sa come prepararsi.
Non si sa come muoversi.
Non si sa come comportarsi.
Non si sa cosa accadrà.

Il misto è sempre di curiosità, impazienza e, perché no, anche un po’ di agitazione.
In effetti io non sapevo proprio nulla.

Non sapevo quanto belli fossero gli occhi dei bambini carichi di stupore per l’arrivo della Befana.
Non sapevo quanta gioia dessero i sorrisi dei genitori se si porta un po’ di musica e qualche caramella per addolcire la giornata.
Non sapevo quanto fossero professionali e allo stesso tempo folli i medici, gli infermieri e tutto il personale del reparto.
Non sapevo quanto si riceve quando credevi di essere solo tu a dare qualcosa.
Non sapevo nulla. Ora, forse, so un pochino di più.

So che l’amore di un genitore può far superare tutto.
So che la preparazione unita ad un buona dose di umanità rende dei medici, infermieri e personale sanitario migliori.
So che donare il proprio tempo per regalare un sorriso non è mai tempo perso.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno capito prima di me tutto questo e si sono sempre impegnati e hanno spinto altri a credere che “fare del bene fa bene”.

Roberta

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